Nel risparmio gestito è pratica diffusa l’uso del rating per valutare la qualità di un asset. Le “cinque stelle” sono diventate un modo semplice e diretto di sintetizzare la bontà di un investimento.
Numerose società pubblicano i propri ratings, ciascuna con proprie metodologie qualitative e quantitative per calcolarli, anche se i principi di base sono gli stessi. La metodologia più utilizzata (seppure dosando gli ingredienti in proporzioni differenti) è quella che analizza la persistenza delle performance nel tempo all’interno di classificazioni settoriali.

I limiti dell’approccio tradizionale

L’approccio tradizionale ha due limiti oggettivi:

  • La categorizzazione dei fondi, che per difficoltà strutturali contiene sempre dei criteri di classificazione soggettivi
  • L’enfasi che viene data alla performance a scapito di altre variabili (come ad esempio il rischio)
L’approccio tradizionale ha una impostazione tipica di un gestore che vuole valutare i migliori fondi nelle differenti categorie per un asset allocation tattica, ovviamente nella misura in cui si riconosce nella classificazione effettuata. Ma un investitore retail ha obiettivi e percorsi decisionali diversi. MoneyMate ha costruito il proprio sistema di rating partendo appunto da questi.

L’approccio MoneyMate

MoneyMate ha elaborato un rating che si basa su due pilastri:

  • Classificazione degli strumenti per profilo di rischio e non per classificazione settoriali: Vengono definiti 7 intervalli in funzione della volatilità storica (ultimi 5 anni), dalla rischiosità molto bassa al rischio altissimo (ESMA). I titoli sono classificati in funzione dell’intervallo di volatilità e non al settore di appartenenza. Nella stessa classe possono venirsi a trovare anche fondi di settori differenti.
  • Utilizzo del concetto di efficienza della gestione: All’interno di ogni singolo profilo di rischio a ciascun titolo viene assegnato il proprio rating.
Il Rating MoneyMate è basato su un indicatore quantitativo di nuova concezione, l’Omega, che sostanzialmente misura il rendimento per unità di rischio. In condizioni normali l’omega ha un comportamento simile agli indicatori tradizionali. L’omega eccelle nel caso di situazioni quali la presenza di rendimenti negativi, o una distribuzione probabilistica non normale di combinazioni rischio-rendimento, che creano problemi agli indicatori tradizionali. In questi casi l’omega è meglio in grado di interpretare correttamente i dati e permette una valutazione più corretta.

Per la formazione del rating finale, il valore omega di un titolo viene poi mediato con la Downside Deviation, un secondo indicatore che misura il rischio di avere rendimenti inferiori al tasso risk free (a questo fine viene utilizzato l’ECB Middle Rate Returns Index). In questo modo, a parità di altre condizioni, avranno una valutazione migliore quei titoli che sono comunque in grado di garantire un rendimento superiore al tasso risk free, rispetto a quelli che hanno un rischio maggiore di rendere meno del tasso citato.

Per maggiori dettagli su come vengono calcolati i ratings MoneyMate è consigliabile leggere il documento dedicato: La metodologia di Calcolo del Rating

I vantaggi per l’investitore

Il principale vantaggio consiste nella rappresentazione immediata del grado di rischio. La metodologia MoneyMate consente immediatamente a qualsiasi investitore, anche non esperto, di capire la rischiosità di ciò che ha sottoscritto.

Infatti i profili di rischio possono essere utilizzati per valutare l’adeguatezza di un investimento ai fini della compliancy con le recenti normative europee (ESMA).

Anche in termini di qualità del titolo, i ratings MoneyMate sono meglio in grado di interpretare principi e obiettivi di un investitore privato, tipicamente avverso al rischio. Ad esempio, permette di evitare più facilmente rendimenti negativi, o comunque inferiore al tasso risk free,

I ratings sono presenti all’interno delle versioni Fund Focus e Fund Center, e possono essere distribuiti sotto forma di flusso dati a tutte quelle realtà che volessero dare alla propria rete distributiva e ai propri clienti uno strumento semplice ma allo stesso tempo potente per valutare i prodotti finanziari distribuiti.

Il calcolo del rating viene effettuato trimestralmente. La copertura del rating è totale, su tutte le tipologie di strumenti finanziari, dai fondi comuni a quelli assicurativi e pensione. Come tutti gli indicatori che si basano su serie storiche, ricordiamo che un rating alto non può essere condiderato garanzia che in futuro il fondo sarà sempre performante.

Possiamo contare su serie storiche che partono dal 1 gennaio 1970. Teniamo traccia non solo dei fondi attivi ma anche di quelli estinti. Portare queste informazioni nei vostri sistemi tramite i nostri data-feed: questo servizio permette di avere un flusso dati, personalizzato sui vostri standard, contenente sia dati statici che dati calcolati su vari parametri e benchmark.
Ogni data-feed viene sempre composto, per tipologia e contenuto, su specifiche del cliente in modo tale da potersi integrare nei sistemi con il minimo intervento d’integrazione.

La certificazione ISO dei dati e la profondità delle nostre serie storiche nonchè la copertura anche dei prodotti estinti fanno si che i database MoneyMate LongBoat Analytics siano utilizzabili anche in sede di perizia legale.